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Jatropha curcas: il biodiesel in giardino

Pianta di Jatropha curcas (fonte vedi link su foto)

Descrizione generale
Nome comune:
Jatropha, White Physic Nut
Nome botanico: Jatropha Curcas
Famiglia: Euforbiaceae
Altezza: 3-4 metri
Portamento: Grande arbusto-Piccolo albero
Origine: Messico, in generale stati Centro Americani.

Utilizzo piante: recinti, programmi di controllo erosione, produzione biodiesel. 

Varietà: NICARAGUA, grandi semi ma in numero minore, foglie larghe e tondeggianti.

              CAPO VERDE, il tipo più comune distribuito in tutto il mondo.

              MESSICO, varietà non tossica per il basso contenuto di esteri del forbolo

              VIETNAM, dati non disponibili.

Esistono numerose altre varietà, da una varietà Brasiliana con oltre il 40% di olio ad una varietà Indonesiana nana. La sceltà della varietà più idonea è uno dei punti cruciali del successo.

Frutti e semi (fonte vedi link su foto)

Prezzo on line dei semi

: Germania 8 euro per etto, India 35 rupie Kg. (ca. 0,64 euro).

Numero di semi per Kg.:1200-1500.

Germinabilità: tra il 50 e 60 % sulla base delle condizioni testate (tempo di conservazione, temperatura, umidità), stessa percentuale osservata anche da noi su 50 semi.

Impianto: 2 m (ma anche meno) una dall’altra e tra i filari in pieno campo.

Numero di piante per ettaro: 2500 (impianto 2×2) fino a 4400.

Ecologia: maggior successo in zone con piovosità comprese tra 300 e 1000 mm annui, resiste a leggere gelate e non è sensibile al fotoperiodo, i dati sulle temperature medie sono molto variabili. Cresce bene in suoli poveri, ben drenati ed arieggiati.

pH: compreso tra 6 e 8,5. 

Messa a dimora: buche di 30 cm ca., un terzo derivato dal pane di terra, un terzo di terriccio e un terzo di concime organico.

Trattamenti preventivi: nel primo anno, Nuvucron o Indosulphon insieme a solfato di rame. 

Co-colture sperimentate: (spazio tra i filari) cipolle, peperoncino, turmeric, ginger ed altro, si può produrre anche miele.

Frutti di J. curcas

Riproduzione per talea

: si, facilmente. La propagazione vegetativa porta ad un significativo aumento di produzione di semi nel primo anno di produzione, successivamente si normalizza, in questo caso però non forma radice fittonante.

Potatura: Per ottenere piante basse e massimizzare la produzione di semi, durante il primo anno, in inverno il fusto deve essere tagliato ad una altezza di circa mezzo metro. Ciò favorisce lo sviluppo di rami laterali.

Fioritura: settembre-novembre, pianta monoica a fiori unisessuali, occasionalmente ermafroditi, impollinazione ad opera di insetti.

Fruttificazione: ottobre-dicembre.

Inizio produzione: due anni dall’impianto.

Produzione massima: al 5° anno fino ai 20 anni (ancora pochi i dati sulle colture), 50 probabilmente esemplari singoli. 

Resa: 3 – 10 tonnellate per ettaro (dati contradditori in base alla fonte).

Resa in olio: ca. 30%

Composizione media olio: C16:0 15,38%; C18:0 6,24%, C18:1 40,23%; C18:2 36,32%.

Utilizzo dell’olio: Biodiesel, olio di Jatropha (utilizzato in Cina per produrre vernici), saponi, cosmetici, candele.

Estrazione: sia meccanica che chimica quest’ultima economica su larga scala.

Tossicità: la tossicità è dovuta alla proteina curcina che è la sostanza tossica più potente proveniente dal regno vegetale,  anche esteri diterpenici (del forbolo).

Proprietà pesticida: descritta sopratutto su insetti dannosi al cotone (fare riferimento a Solsoloy, 1987, 1993, 1995; Shelke et al. 1985; Jadhav and Jadhav, 1984; Henning, 1994).

Sottoprodotti: dalle foglie si ottengono coloranti, fibre, biomassa, tannini, il cake dei semi è utilizzato come fertilizzante, produzione di metano, substrato solido per fermentazioni batteriche, possiede attività biocida su molluschi, il cake ottenuto dalla varietà messicana si può usare come mangime.

Prodotti medicali: dalla pianta si estrae jatrofene (molecola anticancro), dall’estratto fogliare un antiemorroidario, il lattice ha proprietà cicatrizzanti dimostrate dovute alla curcaina un enzima proteolitico e attività antimicrobica contro Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pyogenes e Candida albicans (Thomas,1989).

Maggiore esperto europeo: Reinhard Henning (Germania)

Virus: African Cassava Mosaic Virus (ACMV) trasmesso da Bemisia Tabaci (quest’ultimo osservato sulle piante in serra.

Malattie: personalmente ho osservato un attacco di ragno rosso, debellato con trattamento acaricida-ovicida. In letteratura sono descritti danni da Phytophthora, Pythium, Fusarium, Larve di lepidottero ed altro (fare riferimento ad Heller, 1992; Singh, 1983, Philips, 1975; Kar and Das, 1987)

Alessandro Lombardo www.siculidivini.it

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