Parassitismo politico

Quante sono le persone che vivono direttamente di politica? Un esercito composto da oltre 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali; 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione. E poi la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; i consigli di amministrazione degli Enti Pubblici.

 Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 20 miliardi di euro. Vediamo di seguito il dettaglio.

 Per il funzionamento degli Organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio), quest’anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro. Per gli Organi di Regioni, Province e Comuni i costi ammontano a 3,3 miliardi di euro. La Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CNEL, CSM, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, per funzionare costano 529 milioni di euro. E la Presidenza del Consiglio, 477 milioni di euro. I costi per l’indirizzo politico dei Ministeri ammontano nel 2011 a 226 milioni di euro. Nel 2010 il solo costo per il funzionamento dei Consigli e Giunte Regionali è stato di circa 1,2 miliardi di euro. Per le Province siamo a 455 milioni di euro nel 2008, per i Comuni, di 1,6 miliardi. Per le consulenze, gli incarichi, le collaborazioni e le spese per i comitati e varie commissioni la spesa nel 2009 è stata di 3 miliardi di euro. Per i compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ed Enti, locali e nazionali, si sono spesi nel 2010 2,5 miliardi di euro. La direzione delle 255 Aziende sanitarie e ospedaliere ci costano oltre 350 milioni di euro; mentre il costo dei Consigli di Amministrazione è di circa 40 milioni di euro. I costi per il personale di nomina politica, per le Segreterie di Presidenti, Sindaci e Assessori, si aggirano intorno a 1,5 miliardi di euro l’anno.

 E vogliamo parlare delle ‘auto blu’? Al 31 marzo scorso, le auto blu della Casta risultavano essere 629.120. Uno scandalo mondiale, ancora più grave se si pensa che sono pure aumentate rispetto al 2009 (erano 607.918). Per rendersi conto di questa autentica nefandezza della politica italiana, bisogna proprio…dare i numeri. Questa vergogna costa ai contribuenti 21 miliardi di euro all’anno fra stipendi degli autisti, carburante, pedaggi autostradali, leasing, noleggio. Ed è allucinante pensare che negli Stati Uniti le auto blu sono appena – vieppiù considerando le proporzioni -  73 mila, che in Francia sono 65 mila, 55 mila in Gran Bretagna o 23 mila in Portogallo. Io capirei se i nostri conti stessero più che a posto; in tal caso ci potremmo (si potrebbero…) anche abboffare di “auto blu”; in realtà tutti noi sappiamo bene che invece lo Stato italiano si…puzza dalla fame, tant’è che ha bisogno di una manovra da 40 miliardi.

 Ovvio che non si può certo pretendere di abolire totalmente questo parco auto. Ma cosa succederebbe se riducessimo le vetture pubbliche di rappresentanza ai livelli, per esempio, della Francia? o dei virtuosi USA? Ebbene, avremmo 169.200 auto blu, ed un costo di poco più di 5 miliardi, anziché 21. Siamo senz’altro il Paese più “blu” del mondo. E invece dovremmo essere il più “rosso”…il colore della vergogna. E come si potrebbero ottenere altri risparmi di spesa? Con le province, ad esempio. Le province italiane sono 110. Costano al contribuente circa 17 miliardi di euro, cioè quasi la metà dell’importo della stangata a orologeria di Tremonti. Inoltre, se si accorpassero gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, il risparmio ammonterebbe a circa 3,2 miliardi di euro. Senza contare che con una più “sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, si potrebbero risparmiare 1,5 miliardi di euro.

 Si perde il conto di quanti inutili sprechi (inutili per noi cittadini, non certo per la “casta”) abbiamo sotto gli occhi e di quanto si potrebbe risparmiare abolendoli. Cifre enormi che potrebbero essere dirottate, per dirne una, a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati.

 E ora, caro lettore, dovrò farti venire un gran mal di pancia e provocarti un’incazzatura omerica: entrerò nel dettaglio dello stipendio medio di un deputato italiano (e però, lettore mio adorato, prima di continuare la lettura, tira un gran respiro, siediti e cerca di star tranquillo). Allora, la prima voce è l’indennità, la “retribuzione”, pari a 5.487 euro mensili netti (sì, hai letto bene, netti). Segue la diaria come rimborso per le spese di soggiorno a Roma: 4.003 euro mensili. Poi c’è il rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori di euro 4.190. Inoltre i deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. E comunque è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati dispongono, inoltre, di una somma annua di 3.098 euro per le spese telefoniche. E poi gratis tessera del cinema e del teatro, francobolli, piscine e palestre, ristorante.

 Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato (la liquidazione), che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). E poi c’è l’assegno vitalizio. Il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell’80 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Vi lascio, infine, con un ultimo, affettuoso pensiero per il PD. I nostri eroi “piddini”, notizia di pochi giorni fa, si sono astenuti sul voto per la soppressione delle Province. Embè, per forza… qua tutti tengono famiglia e le presidenze di provincia occupate dal PD sono 40. Che dire, a me, uomo di sinistra, francamente il PD non di rado mi sconcerta: e stavolta la sua non-posizione sull’abolizione delle Province (che in realtà è una posizione: teniamocele che mi conviene), e un’altra volta prende le distanze dalla proposta di referendum sull’abolizione dell’attuale legge elettorale (la celeberrima “Porcellum”), e un’altra non si espone sul testamento biologico o sulla riduzione del numero dei parlamentari. Non si capisce se facciano così per semplice insipienza, per stupidità politica, o invece sia per calcolo, per convenienza (ma di quelle di piccolo cabotaggio). Ma si rendono conto o no del momento che l’Italia sta vivendo, che stiamo alla canna del gas? Lo capiscono almeno loro che senza forti cambiamenti, senza una scossa politica forte da decimo grado della scala Mercalli, senza uno tsunami di idee nuove il Belpaese è destinato alla morte…cerebrale ? Se anche dopo due segnali forti e importanti come le recenti amministrative e il referendum, il Partito Democratico non ha la forza e le palle di dimostrare agli italiani che non tutti sono uguali, la partita dell’alternativa non comincerà nemmeno, l’arbitro fischierà la fine prima dell’inizio…

AL fonte quotidiano.net

Proverbio siciliano

A li poviri e a li sbinturati cci chiovi ‘nta lu culu macari assittati

Traduzione: Ai poveri ed agli sventurati gli piove nel culo anche da seduti.

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Nustalgia di Giovanni Zocco

Opera prima di Giovanni Zocco, poeta dialettale per passione e per vita vissuta.

Le vicende personali lo hanno portato ad essere profondo pur mantenendosi semplice, mai banale.

Pezzi di vita reale o generati dalla mente, descritti poeticamente in un siciliano per tutti.

Boemi Editore. In copertina disegno di Mariella Sapienza.

In anteprima: “L’educazioni di na vota

La menti mi purtau luntano

quannu esisteva l’educazioni

lu ripiteva puru l’anzianu

d’ascutari e non fare custioni

Lu vicchiareddu quannu chiamava

cu primura ci davunu affettu

sabbenerica, cuntenti ristava

chissu era lu tempu do rispettu

Ora i carusi si cridunu ranni

i pinseri ci dununu…

tutti si mettunu a fari danni

e non parrunu mai ca verità

Sugnu anzianu non restu cuntentu

di sti carusi ca stannu criscennu

damici u forti insignamentu

mparati boni ni iemu virennu.

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Il discorso di Steve Jobs all’Università di Stanford

Cari lettori

Di seguito vi propongo il discorso di Steve Jobs all'Università di Stanford nel 2005. Vale la pena leggerlo solo per il fatto che Jobs è riuscito a realizzare sogni. Il fatto che fossero i suoi è un dettaglio trascurabile.

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie. La prima storia è sull'unire i puntini. Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato? E' cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college. Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti. Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato. Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa. Non ho saputo davvero cosa fare per alcun mesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo. Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita. Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia. Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate. La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa. Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo. Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita. Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia. Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.

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Organizzazione statale

COSA SUCCEDE SE HAI DUE MUCCHE: ORGANIZZAZIONE STATALE.
Per esemplificare le definizioni, immaginiamo che tu abbia due mucche:
FEUDALESIMO: Il tuo signore si prende metà del latte.
SOCIALISMO: Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. Tu devi prenderti cura di tutte le mucche. Il governo ti da’ esattamente il latte di cui hai bisogno.
SOCIALISMO REALE O BUROCRATICO: Il governo le prende e le mette in una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A prendersi cura di loro è un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti dà esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai bisogno.
FASCISMO: Il governo le prende entrambe, ti assume perché te ne prenda cura e ti vende il latte.
NAZISMO: Hai 2 vacche. Il governo prende la vacca bianca e uccide quella nera.
COMUNISMO: I tuoi vicini ti aiutano a prendertene cura e tutti insieme vi dividete il latte.
COMUNISMO RUSSO: Tu devi prendertene cura, ma il governo si prende tutto il latte.
COMUNISMO ITALIANO: Si parla di una terza via con qualcuno che si prenda cura delle mucche e ti porti il latte a casa, ma intanto le mucche muoiono.
DITTATURA: Il governo le prende entrambe e ti fucila.
DEMOCRAZIA: Hai 2 vacche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA DI SINGAPORE: Il governo ti multa per il possesso non autorizzato di due animali da stalla in un appartamento.
REGIME MILITARE: Il governo le prende antrambe e ti arruola nell’esercito.
DEMOCRAZIA PURA: I tuoi vicini decidono chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: I tuoi vicini nominano qualcuno perche’ decida chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA AMERICANA: Il governo promette di darti due mucche se lo voti. Dopo le elezioni, il presidente e’ messo sotto impeachment per aver speculato sui futures bovini. La stampa ribattezza lo scandalo «Cowgate».
DEMOCRAZIA INGLESE: Le nutri con cervello di pecora e loro impazziscono. Il governo non fa nulla.
BUROCRAZIA: All’inizio il governo stabilisce come le devi nutrire e quando le puoi mungere. Poi ti paga per non mungerle. In seguito le prende entrambe, ne uccide una, munge l’altra e ne butta via il latte. Alla fine ti costringe a riempire alcuni moduli per denunciare le mucche mancanti.
ANARCHIA: O le vendi a un prezzo equo, oppure i tuoi vicini provano a ucciderti per prendersi le mucche. Comunque lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO: Ne vendi una e ti compri un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO: Hai 2 vacche. Fai macellare la prima e obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 vacche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
CAPITALISMO ALLA BERLUSCONI: Hai 2 vacche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 vacche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 vacche. I diritti sulla produzione del latte di 6 vacche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Caiman posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 vacche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 vacche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti diventi… Presidente del Consiglio.
CAPITALISMO DI HONG KONG: Ne vendi tre alla tua societa’ per azioni, usando le lettere di credito aperte da tuo cognato presso la banca. Poi avii uno scambio debito-azioni con un’offerta pubblica, e riesci a riprenderti tutte e quattro le mucche con uno sgravio fiscale per il mantenimento di cinque mucche. I diritti sul latte di sei mucche sono trasferiti tramite un intermediario panamense a una compagnia delle Isole Cayman di proprietà dell’azionista di maggioranza, che rivende alla tua Spa i diritti sul latte di tutte e sette le mucche. Il bilancio annuale afferma che che la società è proprietaria di otto mucche, con un’opzione sull’ acquisto di un’altra. Nel frattempo tu uccidi le due mucche perchè il latte e’ cattivo.
AMBIENTALISMO: I Verdi ti vietano sia di mungerle che di ucciderle.
FEMMINISMO: Hai due mucche. Loro si sposano e adottano un vitellino.
TOTALITARISMO: Il governo le prende e nega che siano mai esistite. Il latte è messo fuori legge.
POLITICAL CORRECT: Sei in rapporto (il concetto di «proprietà» è simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con due bovini di diversa età (ma altrettanto preziosi per la società) e di genere non specificato.
SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe a prendere lezioni di fisarmonica.
INDIA: Hai due mucche. Le adori.
REGIME MAFIOSO: Avevi due mucche.
CONTROCULTURA: Ehi, capo…. tipo che cioe’ ce stanno due mucche. Oh! devi proprio farti un tiro de `sto latte. Chefforza aho!

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I termini coniati dal popolo

Una vecchia legge del Regno Sabaudo imponeva ai “Signori Uffiziali responsabili delle sepolture” di rendersi “personalmente parte diligente, affronte di testimoni, pria che la cassa sia chiodata”, che quello che stavano per seppellire fosse effettivamente morto. In seguito a tale legge i vari “addetti” usarono diversi metodi, ma ad un certo punto prevalse il metodo di dare un bel morso al ditone di un piede del defunto. Fu per questo che il basso popolo inizio’ a chiamarli “Beccamorti” e Becchini”. Fu in tempi molto piu’ recenti che, in occasione delle esequie di un poveraccio mutilato di entrambe le gambe, fu coniato il termine di “Pompe funebri”.

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Telefonia mobile informazioni utili

Un’informazione molto utile, per una volta!
Ci si può chiedere perché i negozianti di telefonini la tengano riservata!
Semplice: perché è un modo per rendere inutile il furto di telefonini.
Niente furti: niente acquisti di cellulari nuovi!
Una specie di rivincita se vi rubano il vostro telefonino: per ottenere il numero di serie del vostro telefono battete i tasti *#06#

Immediatamente, senza nemmeno confermare con il tasto di chiamata, un codice a 15 cifre apparirà sullo schermo.
Questo codice è unico. Scrivetelo e conservatelo preziosamente.
Se vi rubano il telefono, telefonate al vostro operatore e dategli questo codice.
Il vostro telefono potrà essere completamente bloccato,anche se il ladro cambia la scheda SIM.
Non recupererete probabilmente il vostro telefono, ma siete almeno sicuri che nessuno potrà usarlo.
Se tutti prendono questa precauzione, il furto di telefonini diventerà inutile.
Informate di questo messaggio a quanta più gente possibile!!!!

ALTRA INFORMAZIONE UTILE
I gestori fanno tanta pubblicità al servizio di number portability (la possibilità di passare da un gestore all’altro mantenendo il vecchio numero del telefonino) ma nessuno di loro spiega quanto l’adesione a macchia di leopardo a questo servizio stia costando a noi ignari consumatori.
Mi spiego meglio.
La maggior parte dei contratti (siano essi con abbonamento o con prepagate), come ben sapete, prevedono un
costo molto basso per le telefonate fra clienti dello stesso gestore (solitamente 10 o 12 cent al minuto) ma costi ancora sproporzionalmente alti per telefonate effettuate all’indirizzo di un abbonato di un gestore diverso dal proprio (per le quali si arriva a pagare anche a 25 e più cent al minuto).
Oggi, a causa della possibilità offertaci di migrare da un Gestore all’altro senza cambiare il proprio numero del cellulare, il prefisso non identifica più il gestore (prima i 340, 347, 348, 349 etc eravamo certi fossero vodafone e i 335, 337, 338, 339, 333, etc eravamo certi fossero tim) e anche quelle telefonate che pensiamo costino poco possono in realtà costarci parecchio!
(Ad esempio una telefonata di 10 minuti fatta pensandoche costi, fra scatto alla risposta e tariffa, intorno a 1,3 euro, potrebbe in realtà costarvi 3 euro!)
Un modo per risparmiare, o comunque per sapere se la telefonata che stiamo per fare ci costerà poco o molto, in realtà esiste, ma come logico nessun gestore lo pubblicizza perché maggiore l’interesse a mantenere i propri clienti all’oscuro della cosa.

Prendete nota: sarà sufficiente anteporre al numero che si sta chiamando un codice numerico:
456 per i clienti vodafone e Wind, 4884 per i clienti tim affinché una gentilissima e ‘gratuita’ voce di donna ci comunichi a che gestore oggi appartiene il numero che stiamo chiamando per poi lanciare in automatico la chiamata.
Immagino che lo stesso servizio sia garantito anche dagli altri gestori (3 e wind) e che sia sufficiente chiedere il codice da anteporre alle chiamate ai rispettivi servizi clienti.

Buone telefonate (senza sorprese) a tutti!

P.S. L’argomento trattato mi sembra meritevole di attenzione. Fate girare questa mail fra i vostri ignari amici e
conoscenti. Ve ne saranno grati !!!

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Stracquadanio e Brunetta andate a lavorare

Oggi come tutti i giorni sono arrivato al lavoro, accendo il PC e guardo rapidamente le notizie su Repubblica.it

Mi incuriosiscono due titoli, due video. Il primo è Stracquadanio che asserisce che quelli di sinistra non hanno un cazzo da fare (parole esattamente riportate) e hanno tempo di stare online, il secondo ad una domanda di un rappresentante dei precari della pubblica amministrazione, non solo non risponde ma esclama anche …Voi siete l’Italia peggiore.

Io ricercatore precario da 10 anni, sono arcistufo di continuare a sentire insultare la gente che si fa un mazzo incredibile per uno stipendio da fame e che non può programmare nulla solo perchè alcuni microcefali al governo non sono in grado di dare un futuro a questo Paese. Si dovrebbero inchinare e chiedere scusa ai cittadini per l’incapacità di gestire la cosa pubblica. Ancora non hanno capito che essi sono dei nostri dipendenti.

Mandiamoli a lavorare….ma sul serio. Andate a zappare o in catena di montaggio e poi provate ad insultare il vostro datore di lavoro…..meschini ed indegni.

AL

La crisi che non esisterebbe

Si ostinano a parlare di crisi economica ma si dovrebbe parlare di idiozia politica.

Abbiamo radunato decine di ricercatori, docenti universitari, associazioni, imprenditori, intellettuali e artisti per dimostrare che ci raccontano bugie grosse come case. Da ieri è in corso la seconda edizione di Ecoshow, un incontro su web tv che cerca di fare il punto sulle ecotecnologie e gli eco-comportamenti in Italia e nel mondo. Quello che stiamo dimostrando è che se si volesse il rilancio economico del nostro paese potrebbe partire domani mattina.

Come si fa a parlare di disoccupazione quando la maggioranza delle case ha un consumo energetico tra i 140 e i 210 kilowattora (stima prudenziale), mentre in Austria, ma anche a Bolzano, è vietato costruire case che consumino più di 80 kilowattora? Sarebbe un affare colossale tagliare almeno del 50% i costi di riscaldamento. E vorrebbe dire isolare almeno 10 milioni di tetti, sostituire centinaia di milioni di finestre, rivestire con un cappotto termico miliardi di metri quadrati di muri. Il risparmio che otterremmo è talmente grande che potrebbe remunerare ampiamente chi finanzia questi interventi di efficienza energetica e, rateizzando la spesa, si otterrebbe da subito un guadagno notevole. Gli ingegneri e gli architetti di fama mondiale che si sono riuniti per Ecoshow stanno dimostrando in modo incontestabile che questo è possibile ed economicamente molto conveniente. E parliamo del solito milione di posti di lavoro, visto che i tetti li devi isolare in Italia, non puoi andare a farlo in Cina!

La razionalizzazione dei consumi è la sfida di oggi in molti settori, basti pensare che potremmo tagliare del 90% le spese per l’acqua calda montando pannelli solari termici. In Austria hanno 200 mq di pannelli ogni mille abitanti, in Italia non arriviamo a 20 mq avendo molto più sole dei nostri vicini.

Abbiamo un consumo di acqua di 152 metri cubi a testa all’anno. Quasi metà dell’acqua va perduta per strada grazie a impianti idrici colabrodo, i cittadini ne consumano in effetti 92 a testa. Ma potremmo ridurre della metà anche questa quantità, usando piccoli accorgimenti come i riduttori del flusso dell’acqua dei rubinetti e riducendo il volume delle cassette dei wc, utilizzando comandi per gli sciacquoni a doppio tasto (usare poca acqua per dilavare le nostre produzioni liquide) e riciclando l’acqua dei rubinetti per alimentare gli scarichi del wc. E che dire della follia italiana di buttar via (in malo modo) escrementi umani e animali, invece di usarli per produrre biogas? Fiumi di oro nero che invece di fruttarci qualche miliardo di euro finiscono addirittura per rendere non balneabili chilometri e chilometri di spiagge!

Oggi la gestione dei rifiuti è in molte parti d’Italia disastrosa, una voragine di denaro, un danno per la salute. Ma abbiamo esempi straordinari di gestione efficiente anche da noi, riciclaggio, riciclo e riuso. Abbiamo iniziative encomiabili di riduzione degli imballaggi anche nel campo della grande distribuzione, vendite alla spina, recupero dei cibi prossimi alla scadenza. E abbiamo aziende che ottengono risultati notevoli riciclando, riescono persino a dar vita a produzioni artistiche basate sulla reinvenzione di arredi e sculture. E abbiamo anche uno sviluppo impetuoso di reti di negozi che danno nuova vita all’usato e al rigenerato, magari raccogliendo vecchi computer ed elettrodomestici e riassemblandoli.

Il successo di queste esperienze rende ancora più bruciante il fatto che restino oggi realtà limitate: cosa succederebbe se queste buone pratiche si estendessero a tutta l’Italia? La lista delle grandi opere che gli italiani potrebbero intraprendere per diminuire gli sprechi è lunga e i nostri esperti la stanno analizzando punto per punto. E in ogni campo si sta dimostrando che è possibile, è conveniente e che se lo facessimo potremmo cancellare la disoccupazione, la recessione e la depressione che ci stanno ammorbando.

Ma quello che stiamo dimostrando è anche che è in corso una rivoluzione tecnologica che sta iniziando a rovesciare il panorama, rendendo possibile ciò che fino a ieri era impensabile. Come è accaduto per computer e cellulari, stanno arrivando sul mercato a ritmo sempre più veloce innovazioni che vanno dalle tegole fotovoltaiche, ai mulini a vento senza pale, alle strade che producono elettricità sfruttando il peso delle auto che ci passano sopra, alle piste da ballo che sfruttano il moto sincopato dei ballerini, alle scarpe che ci trasformano in centrali elettrodinamiche ambulanti.

Il futuro del mondo è fatto di auto che vanno a immondizia organica, grazie a contenitori sottovuoto portati a 400 gradi di temperatura, installati su auto e scooter, si estrarrà gas combustibile in modo ecologico che verrà usato per alimentare i motori. Esistono già auto e moto così alimentate, e ora si stanno approntando le produzioni su scala industriale che le produrranno a basso costo. Il futuro sarà dei mezzi a idrogeno, elettrici, ad aria compressa, a immondizia. Per ricaricare il cellulare faremo una corsetta. Siamo di fronte al più grande businnes del millennio e l’Italia rischia di perdere il treno perché è strangolata dalla crisi economica che non c’è.

E la novità di questo “summit” è che non vogliamo soltanto affermare che la rivoluzione del buon senso è possibile e poi piangere perché nessuno l’ha fatta. Abbiamo creato un tavolo virtuale che sviluppa la collaborazione tra diverse componenti della nostra società e della nostra cultura che fino a poco tempo fa non riuscivano a dialogare. E la rivoluzione delle ecotecnologie si realizzerà solo se sapremo mobilitare energie colossali. E’ una rivoluzione che deve saper coinvolgere tutte le forze disponibili. Ecologisti e imprenditori sono stati per decenni come cani e gatti. Ma oggi esiste un notevole settore del mondo delle imprese che considera il buon senso energetico come la via maestra dello sviluppo economico.

E questo è forse il risultato più grosso: in questi giorni a Ecoshow non ci sono solo i soliti ecologisti, quei noiosi di Legambiente, Greenpeace e Alcatraz. La partecipazione di Coop, del Sole 24ore, di Ecomondo, Ecolevante (riciclo e riuso), Mercatopoli (usato), oltre a quella di Altroconsumo, Enea e di parecchie università italiane e di amministratori pubblici, dimostra che oggi è possibile immaginare un’alleanza tra settori diversi della società per far scoppiare veramente la rivoluzione italiana delle ecotecnologie!

da Ambiente & Veleni | di Jacopo Fo

I colori

La maestra assegna il solito compito a scuola: scrivere sul quaderno il nome di un colore. Pierino va a casa e, tenendo a fare bella figura, chiede aiuto alla mamma: Blu oltremare. Chi va a pensare questo colore? Il giorno dopo va a scuola contento. La maestra inizia ad interrogare: – Tu, Cinzia, quale colore hai trovato? – Rosso pompeiano! – Bel colore, brava! – Tu Marco cosa hai? – Grigio cenere! – Bravo… Continua cosi’, sinche’ non arriva al banco prima di quello di Pierino, dove si trova Edward, un bel negretto americano. – E tu Edward, che colore hai? – Blu Oltremare! Pierino inizia a sudare freddo: “Porca miseria, mi ha fregato”. La maestra allora gli domanda: – Pierino … e tu che colore hai? Pierino dopo averci pensato un po’ esclama: – Ah! … Nero di merda!

da mail di bastardidentro

AL x www.siculidivini.it

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